Storia, lingua e cultura bulgara

BREVE STORIA DELLA BULGARIA
La Bulgaria è uno Stato membro della comunità europea, 14ª nazione europea per estensione con una superficie di 110 994 km² e 7 milioni di abitanti, oltre ai 6 milioni di bulgari all’estero. Grazie alla sua posizione geografica che la colloca nella parte sud-orientale dell’Europa e nella metà orientale della penisola balcanica, la Bulgaria è da sempre un ponte tra Oriente ed Occidente. La sua posizione ne ha influenzato anche storia e cultura.
Nel corso della sua lunga storia, la Bulgaria è stata culla di popolazioni e culture differenti: Traci, Celti, romani, greci, unni, bizantini e turchi ottomani. Terra natia di personaggi entrati a far parte della leggenda, come Spartaco ed Orfeo, ha una storia molto tumultuosa: l’antica Tracia è stata scenario di avvenimenti travagliati, è stata soggiogata da differenti dominazioni straniere che hanno lasciato numerosi segni della loro presenza. Da fine Ottocento e per oltre 40 anni la Bulgaria rimase sotto l’influenza della Russia, e quindi con il regime sovietico dell’Urss, restando di fatto isolata rispetto alla scena internazionale. Nel 1989 il crollo del sistema comunista portò alla creazione della Repubblica Bulgara e nel 2007 lo stato entrò a far parte dell’Unione Europea.
Oggi la Bulgaria è una repubblica parlamentare centralista con un alto tasso di centralizzazione politica, amministrativa ed economica.

LINGUA BULGARA
l bulgaro (b’lgarski) appartiene al gruppo delle lingue slave meridionali di cui fanno parte anche il macedone, il serbo, il croato e lo sloveno.
Attualmente è parlato in Bulgaria da circa 9 milioni di persone e in molti altri Paesi del mondo, tra cui l’Italia dove vivono oltre 50mila cittadini bulgari.
Nel corso del tempo questa lingua ha perso la declinazione, perciò il bulgaro moderno è praticamente l’unica lingua slava priva di “casi”, se si eccettua il vocativo che è tuttora usato in determinate situazioni. In cambio possiede l’articolo che come in rumeno viene posposto, cioè scritto dopo il sostantivo cui si riferisce. Mentre non esiste l’articolo indeterminativo.
L’alfabeto usa i caratteri cirillici e si compone di 30 lettere. La maggior parte delle lettere nell’alfabeto bulgaro rappresenta un solo suono specifico.
La caratteristica principale del bulgaro è la presenza di una vocale indistinta, dal suono intermedio tra a e o (ă), indicata in cirillico con il grafema ъ. Le altre vocali sono a, e, й (i), o, y (u).
Con l’accesso della Bulgaria all’Unione Europea nel 2007, l’alfabeto cirillico è diventato il terzo alfabeto ufficiale dell’UE (gli altri due sono latino e greco), per cui ogni documento importante è pubblicato anche in questa lingua.

CULTURA BULGARIA

Per la sua posizione geografica, la Bulgaria ha nei secoli fatto da ponte tra il mondo occidentale, balcanico e ortodosso, e il mondo orientale, islamico e, un tempo, ottomano. Anche se la cultura bulgara si è da sempre considerata assimilabile al mondo serbo e russo, in essa permangono influssi di tutte le minoranze che ne hanno attraversato il territorio, o che vi si sono installate nel corso dei secoli.
Anche la Bulgaria non è esente dal nazionalismo che ha travolto nell’ultimo decennio del Novecento la regione balcanica ed Est-europea; tuttavia, nel Paese esso non ha mai assunto le tonalità accese che hanno tristemente caratterizzato altri Stati ex socialisti a partire dagli anni ’90 del Novecento. Piuttosto isolata sulla scena culturale internazionale, la Bulgaria rimane per certi aspetti poco nota, ma degna di essere meglio conosciuta e apprezzata, non soltanto per la sopravvivenza di un mondo contadino e agreste che altrove si è rapidamente urbanizzato, quanto anche per la raffinata produzione letteraria di fine Novecento. Sono molti i nomi di spicco: primo fra tutti il premio Nobel Elias Canetti (1981).
Sedi universitarie sono Sofia, Varna e Plovdid.
Negli anni ’70 e ’80 del Novecento sono stati dichiarati patrimonio dell’umanità dall’ Unesco nove siti bulgari, tra i quali spiccano la chiesa medievale di Boyana, il complesso rupestre delle chiese e dei monasteri di Ivanovo e le tombe trace di Kazanlak e Sveshtari.

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